Mercato

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1. Definizione

Per m. si intende il luogo in cui si incontrano la domanda e l’offerta, dove cioè produttori e consumatori si scambiano beni e servizi.
Dunque il termine indica un gruppo di imprese e di individui che in uno spazio (può essere una piazza, ma anche una rete telematica) e in un tempo sono in contatto fra loro al fine di effettuare una transazione.
La definizione dello scambio è collegata a un modello organizzativo che mette in relazione acquirenti e venditori e stabilisce le condizioni e il prezzo al quale la transazione avviene.
Il nostro tempo è caratterizzato da un m. globale che interessa l’intera popolazione mondiale.
Sul piano geografico può essere suddiviso in m. nazionali, regionali, locali, mentre tenendo in considerazione gli ambiti dello scambio, si parla di m. settoriali o di singoli prodotti.
Fra i m. settoriali, vale la pena ricordare, per il ruolo che recitano nella società contemporanea:
– il m. del lavoro attraverso il quale le persone trovano un proprio ambito professionale all’interno di una comunità;
– il m. finanziario nel quale circolano i capitali e il risparmio delle famiglie.

2. Mercato, società, cultura

Nell’osservare il m. o i m. è opportuno tenere in considerazione alcuni principi base:
il criterio dell’interdipendenza secondo il quale tutti i m. e i soggetti che li formano presentano situazioni di interrelazione reciproca per cui i comportamenti che avvengono in un m. condizionano spesso quanto accade in altri m. e viceversa.
In particolare vanno sottolineate le interdipendenze che si generano a livello internazionale, nazionale e locale fra realtà economica e dinamiche sociali, mondo dell’economia e processi culturali.
Questa stretta correlazione fra economia, sociale e cultura costringe i soggetti individuali e collettivi a un’azione di discernimento per comprendere l’entità delle influenze reciproche, onde evitare analisi semplificate o superficiali;
il criterio della sostituibilità del prodotto, aspetto tipico del sistema economico occidentale fortemente basato sulla differenziazione dell’offerta e sulla continua ricerca di nuovi prodotti e servizi che possano trovare i favori del potenziale cliente;
il criterio della condizione di entrata che indica la facilità con cui un’impresa o un prodotto può entrare in un m. nel quale desidera inserirsi.
Questi tre postulati determinano le condizioni per quella che viene denominata economia di m., all’interno della quale il grado di libertà di iniziativa dei soggetti che vi operano presenta un campo di variazione molto elevato e dipende dai vincoli e dalle regole che il sistema si è dato nella definizione delle innumerevoli decisioni che vengono adottate da produttori e consumatori.

3. Forme di m.

Nel corso del tempo si sono sviluppati modi diversi di organizzarsi del m. che possono essere sintetizzati in tre grandi approcci:
la libera concorrenza, in cui il prezzo di un bene si forma dall’incontro fra l’offerta di beni e servizi prodotta da imprese in competizione fra di loro e molti consumatori che hanno la possibilità di scegliere fra più offerenti;
l’oligopolio, che si manifesta quando l’offerta di beni e servizi viene effettuata da un numero ristretto di operatori i quali condizionano il m. per quanto concerne la quantità e la qualità dell’offerta e il prezzo di vendita, specialmente se riescono a trovare dei punti di accordo (denominati trust);
il monopolio, che si registra quando vi è un solo offerente di uno o più beni, per cui chi desidera acquistare non può fare altro che accettare il prezzo imposto dall’offerta.

4. Vantaggi e limiti dell’economia di m.

Non vi è dubbio che il libero m. ha prodotto vantaggi alla vita delle comunità.
Giovanni Paolo II nella Centesimus Annus (n. 40) sottolinea come il sistema economico liberista: "aiuta a utilizzare meglio le risorse, favorisce lo scambio di prodotti e soprattutto pone al centro la volontà e le preferenze della persona che si incontrano con quelle di un’altra persona".
Al contempo, tuttavia, nel libero m. sono insiti alcuni limiti dovuti al fatto che:
– all’economia spesso sono assoggettati tutti i bisogni dell’uomo, anche quelli legati ai diritti fondamentali della persona. A tale proposito vi è in atto un ampio confronto fra coloro che ritengono la logica del m. non praticabile per quei beni e servizi il cui utilizzo deve essere garantito a tutti, indipendentemente dalla possibilità di pagarne il prezzo, e coloro che invece sostengono il più ampio sviluppo della libera concorrenza con l’individuazione di alcuni strumenti di intervento a favore di quanti non possono sostenerne il costo;
– il singolo produttore spesso tiene conto solo dei propri vantaggi nella produzione e nello scambio dei beni e non delle conseguenze negative che può arrecare a livello sociale e ambientale;
– coloro che detengono l’offerta possono creare degli accordi a danno di chi acquista.
È pertanto indispensabile che il sistema economico sia regolamentato da opportuni interventi di politica economica in grado di prevenire gli inconvenienti che l’economia di m. determina, e di promuovere e garantire la libertà, la responsabilità e il pluralismo.
Le regole che si vanno a indicare devono essere precise, in grado di controllare l’evoluzione dell’economia, di garantire l’equa distribuzione del reddito fra gli operatori e di provvedere alla fornitura dei beni pubblici necessaria alla crescita dei soggetti e allo sviluppo delle comunità.
Nell’ambito delle azioni di politica economica promosse dalle autorità istituzionali risultano di particolare importanza gli interventi legati al m. del lavoro, alla produzione dei beni, alla circolazione dei capitali, alla salvaguardia della salute e dell’ambiente, alla pluralità dell’offerta, al controllo dei prezzi dei beni di prima necessità.

5. Il marketing

Nel corso degli ultimi decenni i soggetti produttori si sono interrogati sulla qualità e quantità di beni da produrre e/o di servizi da erogare evidenziando, da un lato, l’esigenza di conoscere meglio i bisogni dei consumatori e dall’altro di comunicare e, se possibile, di condizionare i potenziali m., verso il prodotto offerto.
Si è così sviluppato a livello aziendale, e recentemente anche in ambiti organizzativi più complessi, il marketing che ha per oggetto le iniziative attraverso le quali le imprese si propongono di indagare e conoscere i bisogni dei consumatori e la loro domanda nei suoi aspetti qualitativi e quantitativi, nonché di orientare le scelte verso i propri prodotti e servizi.
A tal fine si parla di:
marketing strategico, che si propone appunto di rilevare informazioni sui bisogni attuali e potenziali e sui livelli di soddisfazione di quanto proposto dall’impresa;
marketing operativo, volto all’individuazione dei prodotti da proporre per soddisfare i bisogni espressi o per stimolare quelli latenti, o per apportare miglioramenti ai prodotti esistenti;
attività promozionali e di sviluppo dell’immagine di prodotti, persone e organizzazioni, specialmente attraverso i mezzi di comunicazione.
Negli ultimi anni il marketing si è interessato di tutti gli ambiti della vita organizzata di una comunità sviluppando fra l’altro:
– il marketing sociale, che si interessa allo studio delle problematiche sociali presenti nelle comunità e alla diffusione delle risposte disponibili sul territorio (Marketing sociale e religioso);
– il marketing pubblico, che si propone di migliorare il rapporto fra la pubblica amministrazione e il cittadino;
– il marketing del territorio, volto alla valorizzazione interna ed esterna di una determinata località.
Di per sé la funzione marketing risulta essere positiva in quanto cerca di creare un filo diretto fra produttore e acquirente ponendo al centro le esigenze di quest’ultimo.
Di fatto l’attività promozionale e di immagine sta assumendo una funzione non solo di comunicazione ma anche di condizionamento (Effetti dei media) delle persone in conformità agli obiettivi delle aziende o dei loro sistemi.

Bibliografia

  • ANDERSON Chris, La coda lunga: da un mercato di massa a una massa di mercati, Codice Edizioni, Torino 2008.
  • CASTELLANO Cesare, La Centesimus Annus e l’economia di mercato, Dehoniane, Bologna 1992.
  • DORNBUSCH Rudiger - FISCHER Stanley, Macroeconomia, Il Mulino, Bologna 1992.
  • FRANCH Mariangela - PANATI Giovanni, Marketing ed impresa, CEDAM, Padova 1987.
  • GABURRO Giuseppe (ed.), Etica ed economia, Dehoniane, Bologna 1993.
  • POMA Franco, Corso di economia politica, Principato, Milano 1996.
  • QUADRIO CURZIO Alberto, Il pianeta diviso, Vita e Pensiero, Milano 1992.
  • SAMUELSON P. A. - NORDHAUS W. D., Economia, McGraw Hill, Milano 1996 (ed. orig. 1948).
  • SEN Amartya, Etica ed economia, Laterza, Bari 1987.
  • ZAMAGNI Stefano, Economia politica, La Nuova Italia Scientifica, Firenze 1992.

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Note

Come citare questa voce
Salvaterra Tiziano , Mercato, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (27/02/2020).
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