Bauhaus

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Autore: Franco Lever
Locandina per una mostra di Bauhaus del 1923
Scuola di design e di architettura fondata dall’architetto tedesco Walter Gropius (Berlino 1883–Boston 1969) a Weimar; nel 1924 fu trasferita a Dessau, dove rimase fino al 1932; sul finire di quell’anno – già in gravi difficoltà di sopravvivenza per ragioni ideologiche, prima ancora che per ragioni economiche – aprì la nuova sede a Berlino; solo per pochi mesi perché venne chiusa dal regime nazista (1933).
Già il nome di questa scuola è espressivo. Partendo dalla parola composta Hausbau (‘costruzione di una casa’) e invertendo i termini Haus (casa) e Bau (costruire), Gropius propone Bauhaus, che significa ‘casa della costruzione’ o ‘casa dell’architettura’; così facendo, il fondatore e ispiratore di questo famoso centro artistico-pedagogico intendeva ricollegarsi al vecchio termine tedesco Bauhütte, che nel Medioevo indicava "il luogo di riunione delle corporazioni e dei costruttori di cattedrali" (Fiedler-Feierabend, 2001).
Dei costruttori delle cattedrali il folto gruppo di docenti/artisti che vennero riuniti al B. avevano la fiducia nel futuro e nelle nuove forme di arte, non separate in un mondo estetizzante, ma in dialogo continuo tra loro. Alla loro scuola gli allievi non dovevano essere soltanto dei creativi, ma anche abili artigiani. Prima di entrare a far parte della scuola l’allievo frequentava un corso preliminare di sei mesi nel quale si trattavano i più svariati materiali con tecniche diverse: dal legno al vetro, dal metallo alla ceramica, dall’affresco alla grafica. Nei corsi, accanto agli artisti che erano chiamati "maestri della forma", operavano sempre degli artigiani; al termine dei tre anni lo studente riceveva un diploma che portava questo titolo: artigiano.
Altro aspetto caratterizzante il B. è l’impegno artistico non finalizzato alla realizzazione del pezzo unico ma al design di un oggetto quotidiano, che deve essere bello, funzionale e tecnicamente realizzabile su larga scala per un gran numero di utilizzatori. Al B. lavorarono un gruppo di artisti molto significativi: Johannes Itten, Joseph Albers, Lásló Moholy-Nagy, Vassily Kandinsky, Paul Klee, Lyonel Festinger, Hannes Meyer, Ludwig Mies van der Rohe..., solo per citare i più famosi.
La chiusura del B. ha di fatto accelerato la diffusione del suo concetto di arte e del suo metodo educativo grazie alla dispersione dei suoi allievi e dei suoi docenti: nel 1937 Lásló Moholy-Nagy fonda a Chicago il nuovo Bauhaus, chiamato più tardi Institute of Design, mentre Walter Gropius diventa presidente della Harvard School of Architecture (Cambridge, MA); nel 1938 Mies van der Rohe è a capo del dipartimento di architettura dell’Illinois Institute of Technology.

Bibliografia

  • ARGAN Giulio Carlo, Walter Gropius e la Bauhaus, Einaudi, Torino 2010 (ed. orig. 1951).
  • DE MICHELIS M. - KOHLMEYER A. (ed.), Bauhaus 1919-1933. Da Klee a Kandinsky, da Gropius a Mies van der Rohe, Mazzotta, Milano 1996.
  • DROSTE Magdalena, Bauhaus, Taschen, Köln 2006.
  • FIEDLER Jeannine - FEIERABEND Peter (eds.), Bauhaus, Könemann H.F.Ullmann, Köln-Milano 2012.
  • FOX WEBER Nicholas, The Bauhaus group. Six masters of modernism, Knopf, New York 2009.
  • GROPIUS Walter, La nuova architettura e il Bauhaus, Abscondita, Milano 2004 (ed. orig. in inglese: 1935).
  • GUALDONI Flaminio, Bauhaus, Skira, Milano 2009.
  • LUPTON Ellen - MILLER J. Abbott (eds.), The ABC's of triangle square circle. The Bauhaus and design theory, Princeton Architectural Press, New York (ristampa: 2000).
  • SAGGIO Antonino, Architettura e modernità: dal Bauhaus alla rivoluzione informatica, Carocci, Roma 2010.
  • SIEBENBRODT Michael, Bauhaus Weimar, Electa, Milano 2008.
  • WOLFE Tom, Maledetti architetti: dal Bauhaus a casa nostra, Bompiani, Milano 2001 (8.a ed.; 1.a 1982.).

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Note

Come citare questa voce
Lever Franco , Bauhaus, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (24/08/2019).
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