Conduttore

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Raffaella Carrà, teleconduttrice televisiva
Il c. è il personaggio – presentatore, attore, giornalista – che ‘conduce’, cioè presenta e gestisce ‘in video’, un programma televisivo.
Il c. è stato inizialmente introdotto – mediando dallo spettacolo di rivista e dalla radio – nei programmi televisivi di varietà, di intrattenimento e soprattutto nei games show, o programmi di giochi e quiz. In questa prima fase i c. vennero reclutati fra i comici di rivista (Mario Riva), i presentatori radiofonici (Corrado) e anche fra personaggi di fatto ‘nuovi’ rispetto a esperienze precedenti, come Mike Bongiorno o Enzo Tortora.
Ma il terreno preferenziale per il c. si rivela ben presto quello del cosiddetto contenitore, tipico programma composito, suddiviso in vari segmenti (appartenenti a ‘generi’ diversi) che si alternano senza soluzione di continuità: dall’informazione allo spettacolo, all’intervista con l’ospite illustre o con l’uomo della strada, al gioco, ecc. Al c. è affidato il compito di dare una certa logica a questa congerie di materiali, giustificandone l’accostamento pressoché casuale e usando un linguaggio colloquiale che consenta, di volta in volta, di illustrare e commentare un fatto d’attualità, gestire un gioco telefonico, intervistare un attore o un filosofo, presentare un cantante, ecc.
Ciò ha facilitato la trasformazione del c. in vero e proprio personaggio televisivo, che finisce per essere assimilato al programma da lui condotto. I vari spettacoli o contenitori non vengono più individuati da un titolo o da un intento ma, di fatto, dalla presenza di un determinato c. che, in certo senso, si fa ‘garante’ di una formula e dei suoi contenuti. Inquadrato in un ruolo definito e con precisi confini nelle televisioni pubbliche, il c. diventa insieme demiurgo e attrazione nelle televisioni commerciali, tanto che su di lui si costruiscono interi programmi nonché operazioni promozionali e pubblicitarie.
Nelle Tv commerciali il termine c. finisce per coincidere di fatto con quello di anchorman varato dalla Tv statunitense, cioè l’uomo-ancora a cui è affidata la gestione delle edizioni più importanti dei vari telegiornali, di servizi giornalistici, di spettacoli di parola. Valgano per tutti i nomi di Walter Cronkite (1916-1999) – ‘l’uomo più ascoltato d’America’ – e di Dan Rather, entrambi giornalisti della CBS.
Le conseguenze sono evidenti: il tal conduttore non intervista un certo scrittore perché autore di un’opera importante, ma quel libro diventa importante perché il tal conduttore ne ha intervistato l’autore. Quel prodotto commerciale è valido ‘perché lo ha detto’ il personaggio Tv. E così via. Il c. può farsi ‘garante’ di un libro, di un film, come di un uomo politico o di un’idea. Anche nel caso dell’intervista a un uomo di Stato o a un’autorità scientifica, il c. diventa protagonista mentre il protagonista diventa – per dirla col gergo della rivista – ‘spalla’, comprimario. Il rilievo pubblico e dunque l’autorità morale assunta dal c. televisivo può indurre lo spettatore a formarsi dei pre-giudizi, cioè dei giudizi in anticipo, accettati sulla sola fiducia, nei confronti dei fatti e delle situazioni presentate. (Talk show)

P. C. R. e A. Z.

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Rivoltella Pier Cesare , Zanacchi Adriano , Conduttore, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (28/09/2020).
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