Kracauer Siegfried

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Sigfrid Kracauer
Sociologo e teorico del cinema tedesco.
Nato a Francoforte nel 1894, K. compie i suoi studi di architettura e filosofia prima a Berlino e poi a Monaco di Baviera. Da qui, nel 1920, passa a Francoforte dove entra nella redazione del supplemento letterario della Frankfurter Allgemeine Zeitung presso il quale lavora fino al 1933. In questi anni entra in contatto con gli studiosi della Scuola di Francoforte di cui condivide l’interesse per l’analisi della cultura di massa: in particolare stringe amicizia con Adorno cui deve molto – insieme a G. Simmel e M. Scheler – della propria impostazione di pensiero. Nel 1940, dopo l’avvento del nazismo, si rifugia prima in Francia e poi negli Stati Uniti dove rimane fino alla morte (New York, 1966).
Attento studioso dei fenomeni sociali (celebre il suo studio sugli impiegati del 1930) K. ha legato il proprio nome soprattutto allo studio del cinema dell’Espressionismo tedesco e del realismo cinematografico.
Per quanto riguarda il primo, la riflessione di K. si inserisce tra le letture psico-sociali del nazismo, attente a cercarne indizi e premesse nella cultura tedesca degli anni Venti, segnata dalla crisi dello stato liberale – sancita dalla fallimentare esperienza della Repubblica di Weimar – e dalla diffusione sociale di un atteggiamento contrastante di timore/attesa nei confronti di valori più certi. La definizione esatta di questo vissuto collettivo K. la trova nel cinema espressionista, in particolare nel film di Robert Wiene Il gabinetto del Dottor Caligari (1919). La vicenda del film – uno psichiatra psicopatico, servendosi della tecnica ipnotica, commette una serie di omicidi per mezzo di un medium – allude allo stesso rapporto di fascinazione che interverrà tra Caligari-Hitler e le masse tedesche.
La ricerca sul realismo, ha invece contribuito a far inserire K. tra i grandi teorici della capacità del cinema di restituire la realtà delle cose, insieme a Bazin e ai teorici del neorealismo ( Teorie del cinema). Il cinema, per K., riprende e approfondisce la vocazione documentaria della fotografia evidenziando la duplice capacità da una parte di registrare le cose, dall’altra di rivelarne il senso.
Tra gli scritti più importanti di K. meritano di essere ricordati:
Saggi di sociologia critica: Sociologia come scienza. Sociologia del romanzo poliziesco, De Donato, Bari 1974 (ed. orig. 1922); Gli impiegati, Einaudi, Torino 1980 (ed. orig. 1930); Offenbach e la Parigi del suo tempo, Garzanti, Milano 1991 (ed. orig. 1937); Cinema tedesco. Da Caligari a Hitler, A. Mondadori, Milano 1977 (ed. orig. 1947); Teoria del film, Il Saggiatore, Milano 1995 (ed. orig. 1960); Prima delle cose ultime, Marietti, Torino 1985 (ed. orig. 1969).
K. è anche autore di due romanzi: Ginster, Marietti, Casale Monferrato (Al) 1984 (ed. orig. 1928) e Georg, Einaudi, Torino 1985 (stesura 1930-1933, prima ediz. 1973).

Bibliografia

  • BRANCATO Sergio, Introduzione alla sociologia del cinema, Luca Sossella Editore, Roma 2001.
  • CASETTI Francesco, Teorie del cinema 1945-1990, Bompiani, Milano 1993.
  • COATES Paul, The Gorgon’s Gaze. German cinema, espressionism, and the image of horror, Cambridge University Press, Cambridge 1991.
  • CUNICO G. (ed.), Kracauer: il riscatto del materiale, Marietti, Genova 1992.
  • FRISBY David, Frammenti di modernità, Il Mulino, Bologna 1992.
  • KESSLER Michael - LEVIN Thomas Y., Siegfried Kracauer. Neue interpretationen, Stauffenberg, Tübingen 1990.

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Note

Come citare questa voce
Rivoltella Pier Cesare , Kracauer Siegfried, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (24/08/2019).
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