Lazarsfeld Paul F.

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Paul F. Lazarfeld
Nato a Vienna nel 1901, di formazione tedesca, Paul Felix Lazarsfeld è uno dei padri (con Hovland e Lasswell) della communication research. Capo della scuola empirica, il suo contributo metodologico e teorico rimane tra i classici di un’introduzione alle scienze sociali. Laureato in matematica applicata (1925), statistico, fonda già in Austria un primo Istituto di psicologia dei problemi economici e sociali. Nel 1933 ottiene una borsa della Rockfeller Foundation negli Stati Uniti, di cui prende la cittadinanza, quindi un incarico accademico a Newark (1935) dove costituisce il secondo dei quattro istituti universitari a lui legati: il Research Center dell’University of Newark, cui seguiranno l’Office of Radio Research alla Princeton University e il Bureau of Applied Social Research (poi Center for the Social Sciences) alla Columbia University. Nel 1937 avvia un programma di ricerche su vasta scala concernente l’influenza della radio nella società che, oltre ai suoi, schiera contributi di F. Stanton (direttore di ricerca, in seguito presidente della CBS), H. Herzog (sulle soap operas nel daytime radiofonico), H. Cantril (reazioni degli ascoltatori alla trasmissione di Orson Welles La guerra dei mondi, 1938) e Th. Adorno (che, presente con studi sulla musica popolare vs. classica, entrerà in conflitto con L. e la ricerca quantitativa americana). Durante il periodo bellico, progetti di ricerca sono affidati anche ad ‘associati’ di L. come R. K. Merton, L. Lowenthal e B. Berelson. Mentre affina la propria metodologia, negli anni Quaranta e Cinquanta, L. estende il campo d’indagine al comportamento degli elettori e all’influenza personale nei confronti dei media. Segue un lungo periodo d’insegnamento alla Columbia University. Si ricorda la sua partecipazione, con G. Gerbner e H. Skornia, a un incontro di esperti organizzato a Roma dalla Documentazione e Studi Rai alla vigilia della ‘riforma’ (1974). L. muore nel 1976.
Opere di L.: Radio and the printed page. An introduction to the study of radio and its role in the communication of ideas, Sloan and Pearce, New York 1940; insieme a F. Stanton, Radio research 1941, Sloan and Pearce, New York 1941 e Radio research 1942-1943, Sloan and Pearce, New York 1944; con B. Berelson e H. Gaudet, The people’s choice, Sloan and Pearce, New York 1944; con B. Berelson e W. N. McPhee, Voting. A study of opinion in a presidential campaign, University of Chicago Press, Chicago (IL) 1954; con E. Katz, L’influenza personale nelle comunicazioni di massa, Eri, Torino 1968 (ed. orig. 1955); in coedizione con A. K. Pasanella e M. Rosenberg, Continuities in the language of social research, The Free Press, New York 1972.
Il piano di ricerche sui programmi, sugli ascoltatori e sugli effetti della radio che L. porta avanti tra gli anni Trenta e Quaranta tiene in sostanza a battesimo la sociologia empirica delle comunicazioni di massa. Vi assumono rilevanza il passaggio dalla mera rilevazione dei dati (opinion poll) alla misurazione dell’impatto sugli atteggiamenti (survey research), l’analisi di contenuto dei programmi, l’impiego del program analyzer (strumento messo a punto da L. e Stanton per registrare immediatamente il gradimento), infine gli usi e gratificazioni della radio nella vita delle persone. L’applicazione del panel, intervista dello stesso campione reiterata nel tempo, è la novità metodologica dello studio che L. conduce con Berelson e Gaudet sugli effetti della campagna presidenziale del 1940 (Roosevelt vs. Wilkie) sugli abitanti di Erie, Ohio, e che pubblica quattro anni dopo (The people’s choice); quanto alle conclusioni, gli elettori modificano poco le loro opinioni per influenza diretta dei media, il voto è un’esperienza di gruppo e gli individui tendono a esporsi ai messaggi che confermano i propri convincimenti (esposizione selettiva). Una seconda ricerca, dal respiro più ampio, è condotta da L. con Berelson e McPhee per investigare a Elmira, New York, i processi decisionali degli elettori durante la campagna presidenziale del 1948 (Truman vs. Dewey); pubblicata nel 1954 (Voting), conferma le risultanze della precedente approfondendo il ruolo dei "rapporti interpersonali" e della "polarizzazione politica". A coronamento di una trilogia che rappresenta il pilastro della sociologia delle comunicazioni, Katz e L. producono Personal influence (1955): i media non inducono effetti diretti ma attraverso gli opinion leader, individui esposti di più ai messaggi che, godendo di credibilità all’interno del gruppo, fungono da relais e trasmettono l’influenza dei media alle altre persone; il processo si svolge dunque ‘a due stadi’ (Two-step flow of communication).

Bibliografia

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Note

Come citare questa voce
Gagliardi Carlo , Lazarsfeld Paul F., in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (24/08/2019).
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