Lumière, fratelli

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Un ritratto fotografico dei fratelli Lumière
Chimici e industriali francesi, i fratelli Lumière, Louis-Jean (1864-1948) e Auguste (1862-1954), sono gli inventori e costruttori del cinematografo, apparecchio che brevettano il 15 febbraio 1895 come "servant à l’obtention et à la vision des épreuves chronophotographiques". Benché legati da un accordo che li accomuna nell’invenzione, l’artefice principale è Louis-Jean. La stessa macchina, utilizzata per le riprese, con l’aggiunta di una lampadina poteva essere usata anche per sviluppo-stampa e come proiettore.
Il 22 marzo successivo ha luogo un’anteprima a inviti (filmetto di 17 metri: La sortie des ouvriers de l’usine Lumière), cui fa seguito (28 dicembre 1895) la ‘prima’ proiezione per un pubblico pagante nel Salon Indien del ‘Grand Café’ in Boulevard des Capucines a Parigi. Oltre a quello già presentato in marzo vengono proiettati alcuni brevi filmati (l’elenco va preso con riserva perché non abbiamo dati certi sul programma): Repas de bébé, Forgerons, Une rue de Lyon, Baignade en mer, Pêche aux poissons rouges, Le débarquement du congrès de photographie à Lyon, Le jardinier, conosciuto come l’Arroseur arrosé, in pratica la prima ‘comica’ del mondo. (Spesso viene citato in questo elenco anche il famoso L’arrivée du train en Gare de la Ciotat, mentre, con tutta probabilità, in quel momento non era stato ancora prodotto.)
Dopo quel fortunato esperimento, operatori dei L. sono inviati in altri Paesi per giri di propaganda in cui divulgano rapidamente l’invenzione. La diffusione è facilitata, sia negli aspetti tecnico-scientifici sia nelle potenzialità espressive, dalla multifunzionalità dell’apparecchio che, come un portatile compatto, consente loro di presentare le produzioni originali L. e, nel frattempo, di girare scene locali, sviluppare il film in una stanza d’albergo e mostrarlo unitamente agli altri. Nel giro di due anni il cinematografo è noto in tutto il mondo. Alla fine del 1897 – ricorda Barnow (1989) – la cineteca L. contava 750 cortometraggi: dalla corrida spagnola alle gondole di Venezia, dalle strade di New York all’incoronazione dello zar Nicola II, ecc. Durante questo periodo i L. avevano mantenuto il controllo totale della loro invenzione, rifiutando di metterla in commercio. Poi, improvvisamente, si ritirano dalla produzione e rinunciano alle rappresentazioni per dedicarsi ad altre invenzioni. Il cinematografo troverà nuovi modi di sviluppo industriale aprendo al ‘cinema’ le vie per affermarsi come arte e mezzo di comunicazione di massa, prima con prevalente vocazione documentarista poi anche nella fiction.
Intanto Louis-Jean L. introduceva ulteriori innovazioni nel settore, tra cui i procedimenti di zincografia, il disco autocromo con fabbricazione di lastre fotografiche a colori, la cinematografia stereoscopica.

Bibliografia

  • BARNOUW Erik, Louis and Auguste Lumière in BARNOUW Erik - GERBNER George (eds.), International Encyclopedia of Communications, Oxford University Press, New York 1989.
  • RITTAUD HUTINET Jacques, Les frères Lumière. L’invention du cinéma, Flammarion, Paris 1995.
  • RITTAUD HUTINET Jacques - GÉNARD Paul, Le cinéma des origines: les frères Lumière et leurs operateurs, Champ Vallon, Seyssel dans l’Ain 1985.
  • SADOUL Georges, Luis Lumière, Le Seuil, Paris 1964.

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Note

Come citare questa voce
Gagliardi Carlo , Lumière, fratelli, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (24/08/2019).
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