Schramm Wilbur

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Wilbur Schramm
Teorico e ricercatore americano nel settore dei media, nato nel 1907 a Marietta, Ohio. Dopo aver frequentato il College nella città natale, studia all’Harvard University e acquisisce una formazione musicale presso il New England Conservatory; nel frattempo pratica il giornalismo. I suoi contributi hanno esercitato una sostanziale influenza nell’elevare lo studio delle comunicazioni a riconosciuta disci plina accademica. In tal senso figurano la costituzione, da parte sua, dell’Institute for Communications Research nell’Università dell’Illinois (1948) e di un analogo Centro nella Stanford University (1955), i volumi scritti in molteplici aree di ricerca e, quel che più conta, la polarizzazione di studiosi – dalla psicologia, dalla sociologia, dalla scienza politica – verso i problemi mediali. Proprio in quegli anni si registrava la diffusione capillare della televisione, fenomeno che spingeva a comparare l’impatto del nuovo medium con quello della stampa, del cinema e della radio. S. è morto nel 1987.
È stata da molti accreditata a S., oltre all’istituzionalizzazione, la stessa creazione del campo delle comunicazioni. Più modestamente, egli rende omaggio a quelli che in proposito reputa i "Quattro Padri": Lasswell, Lazarsfeld, Lewin e Hovland. I loro contributi, ciascuno dal rispettivo ambito – scienza politica, sociologia, dinamica di gruppo, psicologia sociale sperimentale – confluiscono nell’approccio interdisciplinare di S. per il quale la comunicazione svolge un ruolo centrale nella società a tutti i livelli: personale, di gruppo, nazionale e internazionale. Egli estrapola le idee pertinenti da diverse aree per costruire un nuovo, distinto, benché correlato, ‘campo di studio’, con l’obiettivo di chiarire i processi di diffusione delle informazioni, di persuasione e di pressione sociale.
Gli studi di Lasswell sulla propaganda durante la prima guerra mondiale alimentano l’interesse di S. per la comunicazione politica, posta al centro dell’attenzione in Four theories of the press (scritto con Siebert e Peterson, 1946) con un particolare riferimento per la stampa comunista. Nel secondo dopoguerra, sollecitato dal rapporto della Commissione Hutchins (1947), in collaborazione con Rivers pubblica Responsibility in mass communication (1957), dove individua ‘quattro forme di controllo dei media’ in relazione ad altrettanti tipi di società (autoritaria, liberale, comunista e della responsabilità sociale); nell’ultimo tipo, espressione di pluralismo, l’applicazione dei principi liberali alle comunicazioni di massa è regolata, insieme, dalla critica e dalla consapevolezza di dover operare a vantaggio della collettività. Anche se non vige un sistema di controllo istituzinale, i media vanno tutelati dall’influenza dei gruppi di potere economico e politico; una funzione di ‘responsabilità’ è svolta anche da un pubblico attivo di fronte ai messaggi.
Nello scorcio degli anni Cinquanta S. si concentra sul ‘potenziale’ dei mass media a suo giudizio ancora non sviscerato. Prima area d’approfondimento è La televisione nella vita dei nostri figli (con Lyle e Parker, 1961), oggetto di una macroricerca in dieci comunità di Stati Uniti e Canada che analizza i rapporti tra i bambini e il mezzo: scansione della giornata, tempo dedicato all’ascolto (in relazione al grado d’intelligenza, al livello culturale della famiglia, ecc.), preferenze di generi secondo l’età, effetti psicologici (linguaggio, apprendimento), sociali (fuga da preoccupazioni, sfogo alla fantasia, frustrazioni come stimoli a seguire scene di violenza, funzione di genitori e insegnanti), conoscitivi (più nella sfera degli interessi che sulla creatività); una particolare attenzione è riservata agli ‘effetti sul comportamento’, con lo studio dei rapporti Tv violenta/aggressività. Una seconda area concerne il ruolo delle comunicazioni per lo sviluppo, con opere come Mass media and national development (1964); la terza è quella dell’educational e annovera fra l’altro Learning from television (scritta con Chu, 1967).
Godwin C. Chu, che ha collaborato strettamente con S., ne ricorda il forte impulso dato, anche in sede Unesco, ai piani di comunicazione per i Paesi in via di sviluppo. Se da un lato – verificò S. con le sue ricerche – il progresso delle comunicazioni è prodotto dall’evoluzione economica, sociale e politica, dall’altro figura tra i suoi principali motori.
Queste le opere principali di S.: Siebert F. S. - Peterson T. - Schramm W., Four theories of the press, University Press, Urbana (IL), 1946; Schramm W. (ed.), Communication in modern society. Fifteen studies of the mass media prepared for the University of Illinois Institution of Communication Research, Urbana, University of Illinois Press, 1948: è considerato il primo manuale del settore (cf. Schramm W. , The beginnings of communication study in American. A personal memoir, p. 140); Schramm W. (ed.), Mass communications. A book of readings selected and edited for the Institute of Communications Research in the University of Illinois, Urbana, University of Illinois Press, 1949/1960; Schramm W. (ed), The process and effects of mass communication, University Press, Urbana (IL), 1954; Rivers W. L. - Schramm W., Responsibility in mass communication, Harper & Row, New York 1957; Schramm W., La televisione nella vita dei nostri figli, Angeli, Milano 1971 (ed. orig. 1961); Schramm W. - Lyle J. - De Sola Pool I., The people look at educational television, Stanford University Press, Stanford (CA) 1963; Schramm W., The science of human communication. New directions and new findings in communication research, Basic Books, New York 1963; Schramm W., Mass media and national development, Stanford University Press, Stanford (CA) 1964; Chu G. C. - Schramm W., Learning from television. What the research says, Naeb, Washington 1967; Schramm W., The new media. Memo to educational planners, Unesco, Paris 1967; Lerner D. - Schramm W., Communication and change in the developing countries, East West Center Press, Honolulu 1967; Schramm W., Satellite de télécommunications pour l’education. La science et la culture, Unesco, Paris 1968; Schramm W., Men messages and media. A look at human communication, Harper & Row, New York 1975; Schramm W. - Lerner D., Communication and change. The last ten years and the next, University Press of Hawaii, Honolulu 1976; Schramm W., Big media, little media. Tools and technologies for instruction, Sage, Beverly Hills (CA) 1977; Schramm W., The beginnings of communication study in America. A personal memoir, Sage, Thousand Oaks (CA) 1997 (a cura di Chaffe Steven A. e Rogers Everett M.).

Bibliografia

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  • GAGLIARDI Carlo, Origini delle teorie sociali sulla comunicazione. Fondamenti, capisaldi classici, protagonisti, LAS, Roma 2014.
  • GLANDER Timothy, Wilbur Schramm and the founding of communication studies in «Educational Theory», 46 (1996) 3, pp.373-391.
  • GLANDER Timothy, Origins of mass communications research during the american cold war. Educational effects and contemporary implications, Lawrence Erlbaum, Mahwah (NJ) 2000.
  • PARK David - POOLEY Jefferson (Ed.), The history of media and communication research. Contested memories, Peter Lang, New York 2008.
  • SCHRAMM Wilbur, The beginnings of communication study in America. A personal memoir, Sage, Thousand Oaks (CA) 1997, a cura di Steven A. CHAFFE e Everett M.ROGERS.
  • SIMONSON Peter (Ed.), Politics, social networks, and the history of mass communications research. Rereading Personal Influence in Annals of the American Academy of Political and Social Science, Sage, Thousand Oaks (CA) 2006, pp.608.
  • SIMPSON Christopher, Science of coercion. Communication research and psychological warfare, 1945-1960, Oxford University Press, New York 1994.
  • SLOAN David W. (ed.), Makers of the media mind. Journalism educators and their ideas, L. Erlbaum, Hillsdale (NJ) 1990.

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Note

Come citare questa voce
Gagliardi Carlo , Schramm Wilbur, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (24/08/2019).
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