Mixer audio

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Mixer audio.
È lo strumento elettronico – analogico o digitale – che permette di raccogliere i segnali sonori provenienti da microfoni, strumenti musicali, riproduttori elettronici di suono (come un registratore audio, un minidisc, un CD, ecc.) e di operare su di essi in vario modo, per realizzare un determinato prodotto audio: una conferenza, un servizio giornalistico, una canzone, una sinfonia, ecc. La struttura base del m. audio prevede quattro sezioni principali.
1) Input: in questa sezione convergono, in entrata, tutti segnali sonori da elaborare. Ciascuno di essi è assegnato a un ‘canale’ (un modulo), dotato di vari strumenti di intervento sul segnale in transito (controllo di livello, equalizzatore, effetti, scelta della traccia a cui assegnarlo, ecc.).
2) Output: è un primo livello di missaggio dove i segnali originali sono ‘ridotti’ a un numero inferiore (4, 8, 16...), ma sono tenuti ancora separati per ulteriori elaborazioni; da qui partono destinati al registratore multi traccia o ad altra apparecchiatura con funzioni speciali.
3) Modulo Master: ha il controllo sul segnale stereo finale (master) da mandare in onda, da registrare o da inviare ad altri apparati di supporto tecnico (uscite ausiliari).
4) Monitor: questa sezione presiede al controllo acustico e strumentale del segnale; comprende le mandate alle cuffie, agli altoparlanti (in studio e regia) e ai visualizzatori di segnale, come i Volume Unit (VU) meter che indicano il livello e i Peak program meter che segnalano i ‘picchi istantenei, non rilevati dai Vu-meter.

(Questa struttura è ‘riconoscibile’ anche nei m.a. digitali, tenendo conto però che le macchine attuali sono a struttura aperta: i vari moduli non sono mono-funzionali e dunque il m.a. è riconfigurabile secondo le esigenze di lavorazione).

Il missaggio sonoro (mixdown) è l’operazione di postproduzione più importante attraverso la quale tutte le tracce audio, fino a questo punto rimaste indipendenti, vengono miscelate e posizionate in spazi sonori stereo, tridimensionali o a immersione sonora (surround sound).
Durante questo processo i suoni registrati sulle tracce possono subire ulteriori manipolazioni attraverso dei processi di suono come digital delay, filtri, riverberi e altri effetti disponibili.
All’interno del ciclo di registrazione, il mixdown è la parte più soggettiva, in quanto caratterizzata da scelte estetiche sull’impasto sonoro. In questa fase i suoni non sono più ascoltati singolarmente, ma devono essere in un certo modo ‘visualizzati’ in relazione con gli altri per costruire architetture sonoro-spaziali. In analogia con l’arte culinaria, durante il mixdown, i singoli sapori si mescolano generando un ‘sapore’ sonoro unico. A ogni istante del mixdown le scelte che vengono attuate sono una questione di gusto personale; per questo, una volta garantito un eccellente lavoro di registrazione delle singole parti, non esistono regole valide in assoluto su come seguire il mixdown, se non la conoscenza professionale degli strumenti che si usano, una buona esperienza e sensibilità sonora educata.

Bibliografia

  • EARGLE John - FOREMAN Chris, Audio Engineering for sound reinforcement, Hal Leonard Corporation, Milwaukee (WI) 2002.
  • SIEGEL Bruce H., Creative radio production, Focal Press, Boston (MA) 1992.
  • WHITE Paul, Basic mixers, Sanctuary Publishing Limited, London 2000.
  • WILBY Pete - CONROY Andy, The radio handbook, Routledge, London 1994.

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Note

Come citare questa voce
Pasqualetti Fabio , Mixer audio, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (27/02/2020).
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