Videodisco

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Disco a lettura ottica, è detto anche laserdisc perché è un raggio laser l’elemento che consente tanto la registrazione (fatta esclusivamente in centri industriali) che la lettura. Realizzato negli anni Settanta, è un disco di 30 cm di diametro, suddiviso in tracce concentriche nelle quali sono memorizzati i fotogrammi. La codifica dell’informazione avviene con tecnica PFM, acronimo di Pulse Frequency Modulation (modulazione della frequenza degli impulsi), che rappresenta l’informazione come variazioni di frequenza rispetto a un valore di riferimento. La capacità massima di registrazione è di 108.000 quadri televisivi, corrispondenti a 72 minuti di filmato; sono, inoltre, presenti due canali audio. Il v. è stato impiegato anche nel campo dell’istruzione e del turismo, per le guide audiovisive.
Oggi non viene più utilizzato – salvo da pochi appassionati – e questo per l’avvento del DVD. Lo sviluppo della tecnologia e il miglioramento dei programmi di compressione dei dati hanno fatto sì che quest’ultimo tipo di CD contenga più informazioni di quante non ne contenessero vari v., nonostante le dimensioni assai più ridotte. Aspetto poi non trascurabile, la stessa macchina che legge i DVD legge anche i normali CD audio.

G. F.

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Note

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Fortunato Giuseppe , Videodisco, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (05/03/2021).
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