Dissolvenza

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Procedimento tecnico-narrativo con il quale vengono messe in sequenza due inquadrature differenti. Da un punto di vista puramente tecnico si distinguono tre tipi di d.:
d. in chiusura, detta anche fondu: quando l’immagine presente nell’inquadratura degrada progressivamente nella sua definizione fino a svanire e a raggiungere il nero;
d. in apertura: quando, da una inquadratura totalmente in nero, si schiarisce progressivamente lo schermo fino alla completa definizione dell’immagine;
d. incrociata: quando una immagine perde progressivamente la propria definizione e, contemporaneamente, una seconda immagine le si sovrappone acquistando progressivamente la sua completa definizione e aprendo, in tal modo, un’altra sequenza del film.
Dal punto di vista della struttura del racconto cinematografico, l’uso della d. viene praticato quando si vogliono rappresentare dei passaggi piuttosto rilevanti di tempo, oppure il cambiamento di luogo nel quale si svolge l’azione del film.
L’avvalersi in maniera corretta di tale tecnica rafforza l’ellissi narrativa (Narrazione) all’interno di una storia, sottolineando la grande differenza spazio-temporale esistente tra una inquadratura e quella immediatamente successiva. Così, ad esempio, frequentemente la d. incrociata si trova applicata nel caso di un flashback, o nella rappresentazione di un sogno.

C. T.

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Tagliabue Carlo , Dissolvenza, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (19/01/2021).
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